L’Italia è il paese dei “borghi” per eccellenza: il territorio nazionale è disseminato da circa 8.000 piccoli centri abitati, molti di origine antichissima, di "spiccato interesse storico e artistico", oltre che di piccolissime dimensioni (pensate che Moncenisio, in Piemonte, ha appena 36 abitanti!). Purtroppo capita che questi piccoli comuni siano soggetti ad un progressivo abbandono che li trasforma ben presto da simpatici borghi a spettrali “città fantasma. Le dimensioni per essere classificate come Ghost Town sono dibattute: l’ISTAT parla di almeno 1.000 città abbandonate sul territorio italiano. Numeri tanto significativi derivano da precise motivazioni storiche. Con le loro strade silenziose, edifici abbandonati e resti di case e luoghi di lavoro, le città abbandonate offrono una visione inquietante nelle vite di comunità un tempo prospere. 

1. Pentadattilo – Calabria

Una rocca con castello di cui si hanno notizie certe già dal VII secolo. Prende nome da cinque costoni rocciosi che spuntano dal monte Calvario, prolungandosi verso l’abitato come cinque dita, dal greco penta daktilos. A seguito di una violenta scossa di terremoto nell’anno 1783, ebbe inizio una lenta migrazione che si concluse negli anni Sessanta del Novecento con l’allontanamento dell’ultimo residente. L’abitato si è conservato discretamente, nonostante il tempo passato. Pentadattilo è tristemente celebre per un vicenda del 1686, la cosiddetta “strage degli Alberti”, episodio di una sanguinosa guerra tra famiglie nobiliari che ha dato origine a storie di fantasmi tormentati che ancora si aggirerebbero per il borgo in cerca di pace.  Per raggiungere la città, puoi prendere un treno per Reggio Calabria e da qui proseguire  in bus fino a Melito San Paolo (circa un’ora e mezza di percorrenza) per proseguire a piedi fino al borgo fantasma.

2. Craco – Basilicata

Una delle più importanti ghost town italiane. Craco si trova a quattrocento metri d’altezza e si tratta di un borgo ancora parzialmente abitato: nella parte di comune ricostruita risiedono ad oggi circa 700 abitanti. Quando, negli anni Sessanta, il borgo venne abbondonato a causa di una frana, il suo centro storico raggiungeva i duemila abitanti. Per la sua importante conformazione architettonica, pressoché intatta, il borgo è stato scenario di decine di film internazionali, tra cui La passione di Cristo di Mel Gibson e 007 Quantum of Solace di Marc Forster. Il comune organizza dal 2011 visite guidate. La stazione più vicina è quella di  Matera, a circa un’ora di bus da Craco.

3. Apice Vecchia – Campania

Situata nel cuore dell’Irpinia, Apice contava più di seimila abitanti quando venne abbandonata dopo un terremoto del sesto grado della scala Richter che la colpì la sera del 21 agosto 1962. Per le sue condizioni perfette e per la particolarissima sensazione di “sospensione nel tempo” che trasmette, come se tutto si fosse fermato in un attimo preciso del tempo, Apice è stata spesso chiamata “la Pompei del Novecento”. Stazione più vicina: Benevento, a sole due ore da Napoli. Al borgo si arriva facilmente con poco più di un’ora di bus.

4. Monterano – Lazio

Monterano è considerato il set cinematografico per eccellenza. Tra le sue rovine hanno preso vita decine di film, tra i quali grandi classici come Ben Hur e diversi lavori del grande regista Mario Monicelli. La città risale probabilmente al IV secolo avanti Cristo. Venne abbandonata nell’anno 1799 a seguito del saccheggio e delle violenze consumate delle truppe francesi durante la campagna italiana di Napoleone. Monterano è raggiungibile Roma con un tragitto in autobus di circa 2 ore.

5. Civita di Bagnoregio – Lazio

Definita spesso come “la città che muore”, Civita di Bagnoregio, frazione del comune omonimo, è diventata una città fantasma lentamente, nel corso dei secoli. Il suo lento abbandono da parte degli abitanti è cominciato nel Settecento, per diventare dirompente nella seconda metà del Novecento. Paradossalmente, con i suoi 2500 anni di storia, il paese continua a sopravvivere grazie alle centinaia di turisti che ogni giorno si riversano lungo le strade dell’antico abitato. Civita di Bagnoregio si trova a 23 chilometri stazione di Viterbo. Tour organizzati si possono prenotare tramite l’agenzia Metaplano Tour.

6. Castel d’Alfero – Emilia Romagna

L’antico abitato, frazione del comune di Sarsina, è stato recentemente sottoposto a vincolo monumentale dal Ministero dei beni e delle attività culturali. Notizie certe della sua esistenza possono essere fatte risalire sin dai primi anni del 1200. I suoi monumenti medievali hanno resistito fino a oggi nonostante l’alta sismicità della zona. Castel d’Alfero è raggiungibile dalla stazione di Cesena in poco più di un’ora di autobus.

7. Savogno – Lombardia

Un piccolo borgo arroccato tra le montagne della Val Bregaglia, raggiungibile solo a piedi dopo aver affrontato una scalinata di 2800 gradini. All’interno dell’abitato è presente una chiesa in onore di San Bernardino, risalente al 1465. L‘abbandono è iniziato nel XX secolo ed è terminato negli anni Sessanta, con l’esodo degli ultimi abitanti verso le città vicine, in particolare verso Sondrio. Da Sondrio è possibile prendere un bus per Chiavenna e cambiare in direzione Borgonuovo di Piuro, dove inizia la passeggiata fino a Savogno.

8. Balestrino – Liguria

In provincia di Savona, Balestrino è stato il set del film Inkheart, dove appare con il nome di Capricorn Village. A causa del pericoloso livello di sismicità e dei danni subiti nei secoli, il paese si è lentamente svuotato negli anni, per poi essere ricostruito a poca distanza dal borgo originale negli anni Sessanta. Si trova a meno di un’ora di bus dal capoluogo.

9. Bussana Vecchia – Liguria

Questo piccolo borgo millenario è oggi una frazione di Sanremo, in provincia di Imperia. Venne abbandonato dopo il grave sisma del 1887 e rifondato a pochi chilometri dalla sede originale. È celebre per aver ospitato per anni una comune di artisti che organizza ancora oggi eventi e ha assunto il nome di Villaggio Internazionale. Il centro storico è in buono stato ed è raggiungibile in pochi minuti da San Remo con bus locali. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Savona.

10. Gairo Vecchia – Nuoro (Ogliastra)

Gairo Vecchia è un antico borgo sardo abbandonato nel 1963 a causa di una grave alluvione. È stato ricostruito nelle vicinanze del borgo originale, ma molti sopravvissuti hanno abbandonato per sempre l’area trasferendosi in quella che ai tempi era una semplice frazione di mare chiamata Cardedu.  Gairo Vecchia può essere raggiunta seguendo il percorso del Trenino Verde, antica linea turistica sarda: da Cagliari è possibile prendere il treno per Mandas e arrivare alla linea storica fino al capolinea Tortolì-Arbatax. Dalla cittadina costiera partono regolarmente autobus verso Gairo che vi porteranno a destinazione in circa quaranta minuti.